Appunti di viaggio (al ritorno da un Congresso Europeo)

Qualcuno mi ha chiesto – e io stessa me lo sono talvolta domandata – “a cosa serve” partecipare a convegni come quello recentemente organizzato dall’European Personal Construct Association a Brno (Repubblica Ceca). Non è facile rispondere a questa domanda, riassumendo in poche righe un’esperienza per me molto densa, entusiasmante, che mi ha profondamente coinvolto da più punti di vista.

Professionalmente, mi sono portata a casa una miriade di spunti utili sia nella mia attività clinica, sia per i miei interessi di ricerca. Per me è stato fondamentale poterli sentire dalla viva voce di coloro che li proponevano, colorarli della loro passione, confrontarmi con altri modi di lavorare e discuterli in piccoli gruppi. Inoltre, l’esporre il mio lavoro di ricerca mi ha dato modo di sperimentarmi con un “pubblico esperto” che, nonostante spesso lo fosse più di me, mi ha ascoltato attentamente e che mi ha regalato dei feedback preziosi.

Personalmente, la carica umana che ho respirato è stata intensa: l’aspetto per me più bello dei convegni PCP è la possibilità di incontrare le persone, oltre che gli studiosi e i ricercatori. Perché ogni interesse ed ogni passione fa sempre parte di una storia, di una vita: come dice Von Glasersfeld con una metafora che amo, “sulla scena viene praticata la scienza, e quando gli attori si incontrano, dopo lo spettacolo, esce fuori il mondo retrostante, gli uomini dietro lo spettacolo”. E sono stati proprio questi incontri ad avermi arricchito – e cambiato – di più.

 

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