Biblio-terapia

La lettura per me è fondamentale. Amo leggere da sempre, e da quando ho scelto di diventare psicoterapeuta questa attività è diventata ancora più importante. Non parlo solo di libri di psicologia, ma anche di letteratura.

Leggere è terapeutico? In un certo senso sì. La lettura, da sola, non può certo sostituirsi a una psicoterapia ben fatta, dove è la relazione ad essere al centro del processo terapeutico e di cambiamento; tuttavia ci consente, tra le altre cose, di ampliare il nostro sguardo, di immaginare percorsi di vita alternativi senza muoverci da casa – permettendoci magari di fare scelte migliori nel futuro – e di metterci nei panni degli altri, comprendendo perché fanno quello che fanno senza necessariamente provarlo sulla nostra pelle o farlo nostro.

Ecco perché ho scelto di dedicare una sezione specifica ai libri che mi hanno accompagnato nella mia formazione di persona e di professionista e a quelli che, a mio avviso, possono essere significativi per chi sceglierà di leggerli.

Aggiorno periodicamente la pagina con nuovi volumi e nuove recensioni. Sarò felice di ricevere le segnalazioni dei libri che vi hanno più colpito o accompagnato in periodi più o meno lunghi della vita all’indirizzo e-mail chiaracentomo@gmail.com

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PERCORSI PSICOLOGICI E PSICOTERAPIA

Il dono della terapia

Cos’è la psicoterapia? Che cosa fa un terapeuta? Come accade che “soltanto” parlando è possibile cominciare a sentirsi meglio? Il libro, suddiviso in agili capitoli tematici, si rivolge sia agli psicoterapeuti che ai loro pazienti e cerca di dare risposta a tutti questi interrogativi in modo chiaro, coinvolgente e profondamente umano. “Guardate dal finestrino dell’altro: cercate di vedere il mondo come lo vede il vostro paziente”

Qui la recensione completa.

 

Guarire d’amore. Storie di psicoterapia

Dieci storie di psicoterapia, ma soprattutto dieci storie di umanità e di sofferenza che cerca sollievo nel contatto autentico e risanatore della relazione terapeutica. Chi lo dice che a mettersi in gioco è solo il paziente? “Tale contatto, che è poi il vero nocciolo della terapia, è una forma di incontro profondamente umano e delicato tra due persone”

 

Per dieci minuti

La commovente presa di consapevolezza che cambiare è possibile, attraverso un “gioco” terapeutico: fare qualcosa di nuovo ogni giorno, per un mese, per dieci minuti. Quello che accade è sorprendente. “Da quando la mia vita è vuota non mi ero mai accorta che fosse così piena”

 

MENTE E CORPO

Storia di un corpo

Questo romanzo di Daniel Pennac è il diario di un ragazzo, divenuto poi uomo, marito, padre e infine anziano, iniziato a 12 anni perché nel suo corpo lui stava male. Scrivendo, voleva imparare a non avere più paura delle emozioni che provava e delle persone con cui stava in relazione. Il corpo diventa la chiave di lettura di tutto ciò che accade, un contenitore di storie, racconti, avvenimenti importanti. Un libro da leggere soprattutto per chi è in difficoltà con il proprio corpo, ma anche per chi desidera allenarsi a percepirsi di più e a fidarsi delle proprie sensazioni. Ci ho riflettuto. Se descrivo esattamente tutto quello che provo, il mio diario sarà un ambasciatore tra la mente e il corpo. Sarà il traduttore delle mie sensazioni.

Qui la recensione completa.

 

Una gioventù sessualmente liberata (o quasi)

Prendete tutto quello che diamo per scontato sulla sessualità e sull’educazione alla sessualità. Smontatelo, pezzo per pezzo, evidenziandone i presupposti fallaci e i punti in cui siamo incastrati. Conditelo con un pensiero lucido, irriverente verso ciò che appare ovvio, rigorosamente laico, frutto di una laurea in filosofia alla Sorbona e di anni di lavoro sul campo con adolescenti, giovani adulti e genitori prima a New York, poi a Parigi, passando per Bruxelles. Avrete il libro di Thérèse Hargot, sessuologa belga trentenne e madre di tre figli, che si snoda tutto attorno a una domanda: la libertà sessuale di cui godiamo e a cui educhiamo i nostri figli ci rende davvero liberi, e felici, come promette?

Qui la recensione completa.

 

Il sapore del mondo. Un’antropologia dei sensi

Un viaggio magico attraverso i sensi e come, a partire da questi, diamo senso al nostro corpo, alla nostra identità e a ciò che ci circonda. “L’uomo non può esimersi dal fare esperienza del mondo, dall’esserne in continuità attraversato e modificato. Il mondo è l’emanazione di un corpo che lo penetra”

 

La pelle e la traccia. Le ferite del sé

A volte si ricorre al corpo (ad esempio incidendo tatuaggi, forando piercing, tagliandosi volontariamente) quando la parola e il pensiero sono sentiti come inadeguati per raccontare il proprio malessere, il proprio rifiuto, il proprio desiderio di sentirsi più vivi. Non potendo cambiare il mondo, si cambia il corpo. “La pelle racchiude il corpo, i limiti del sé, crea la frontiera fra dentro e fuori. La pelle avvolge, incarna la persona, distinguendola dagli altri”

 

TEMATICHE ESISTENZIALI

La morte di Ivan Il’ič

Ivan Il’ič, il protagonista del racconto di Tolstoj, colpito da una grave malattia, si trova improvvisamente costretto ad affrontare gli interrogativi più profondi sul senso dell’esistenza, scoprendo con rimpianto e dolore di non aver vissuto appieno. Che fare allora? Come rimediare, ora che non c’è più tempo? Ivan Il’ič trova la sua soluzione, riuscendo a riscattarsi proprio quando sembra troppo tardi, proprio perché sta per diventare troppo tardi, facendo esperienza per la prima volta di una quiete piena di senso e salvifica. E quando gli avveniva di pensare che tutto questo succedeva perché non aveva vissuto come doveva, subito si ricordava di aver vissuto sempre secondo le regole, e scacciava quella strana idea.

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Buona vita a tutti. I benefici del fallimento e l’importanza dell’immaginazione

Il libro, che ricalca il testo del discorso pronunciato dalla scrittrice inglese J. K. Rowling per i laureati dell’università di Harvard nel 2008, offre una visione non comune del fallimento. A partire dalla sua esperienza di vita, racconta come per lei il momento di maggiore crisi è stato anche quello in cui è stata costretta a eliminare tutto il superfluo, compresa l’illusione di essere qualcosa che non era: è così che ha iniziato a scrivere. Con il realizzarsi della mia più grande paura mi ero ritrovata libera.

 

Cecità

Che cosa succederebbe se, da un giorno all’altro, ci ritrovassimo tutti ciechi? Che cosa ne sarebbe di noi, della nostra famiglia, della società, dei nostri modi di vivere? Una volta spogliati di tutto – ogni convenzione, ogni regola di convivenza e di buon funzionamento civile – che cosa resterebbe di noi? Qual è, quindi, il nocciolo della nostra umanità? Anche se non perderò la vista diverrò sempre più cieca di giorno in giorno, perché non avrò più nessuno che mi veda.

 

COPPIA

La donna giusta

Un matrimonio complicato, l’incomunicabilità di individui che non si conoscono veramente l’un l’altro e che, nei loro monologhi, non si ascoltano e non lasciano spazio a nessun’altra voce. I fantasmi di un passato che ha il sapore dell'”avrebbe potuto essere”, un tradimento, un abbandono, l’illusione che esista la perfezione (e che essa sia sempre altrove, in quello che non si ha). Un libro della grande letteratura mondiale capace di suscitare domande fondamentali sulla coppia e sull’amore. Improvvisamente ho capito che non c’è nessuna persona giusta. Non esiste quella certa figura, l’unica, la meravigliosa, la sola che potrà darci la felicità. Esistono soltanto delle persone, e in ognuna ci sono scorie e raggi di luce, tutto…

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Lacci

Quanto possiamo dire di conoscere la moglie, il marito, i figli, i genitori? Che cosa rischiamo di perderci di loro mentre siamo intenti ad affrontare le nostre sfide personali, ciechi di fronte alle loro? È possibile restare uniti senza che gli stessi lacci che ci tengono insieme finiscano con il soffocarci? Proprio a partire dagli errori e dalle scelte dolorose dei protagonisti, ogni lettore è chiamato a trovare le proprie risposte a questi interrogativi. Ho pensato alla persona che adesso dormiva in camera da letto, la persona che era mia moglie da cinquant’anni. Non mi risultava che fosse stata davvero come appariva in quelle immagini. Quanto di lei avevo lasciato in un canto dell’occhio senza farci caso? 

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GENITORIALITA’

L’età dello tsunami. Come sopravvivere a un figlio preadolescente

Una guida per comprendere il mondo di un preadolescente, con il suo corpo e il suo cervello in piena evoluzione. Una serie di consigli per “sopravvivere”, da genitori, a questo tsunami e per ritrovare un canale di comunicazione con i propri figli. “Non si tratta di essere perfetti, ma di esserci”.

 

COMUNICAZIONE

Pragmatica della comunicazione umana. Studio dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi

Un libro pilastro sulla comunicazione umana: se è vero che non è possibile non comunicare, è altrettanto vero che possiamo farlo in una miriade di modi differenti e con esiti diversissimi. Comunicando possiamo creare non solo legami e relazioni  ma anche vere e proprie realtà condivise; possiamo anche soffrire, e far soffrire. “Dove resta oscuro il perché? di un comportamento, la domanda a quale scopo? è possibile che dia una risposta valida”

 

 

 

 

 

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